Il fantasma del Serristori di Figline Valdarno
24 marzo 2022 ore 7.30
Oggi non lavoro. Come
avviene ogni sei mesi mi avvio all’ospedale di Figline Valdarno per la
donazione di sangue. “E come sempre qui non si trova parcheggio! Rischio di
fare tardi”. Per fortuna una macchina esce proprio quando stavo per perdere
la speranza! Scendo di corsa e mi avvio verso il reparto donatori.
“Buongiorno! Sono Lara mi
scuso del ritardo ma non riuscivo a trovare parcheggio!”
“Non preoccuparti sei in
perfetto orario! Anzi, vedo che questa volta devi fare anche
l’elettrocardiogramma periodico. Puoi andare prima in amministrazione per
firmare i fogli così poi ti facciamo un tagliando completo?” mi dice
l’infermiera sempre con il suo solito tono scherzoso. Annuisco e mi avvio. Faccio
il giro della costruzione ed entro dal grande portone che porta verso gli
uffici. Inizio a salire le scale. Sarà che questo è un vecchio palazzo e che
oggi il tempo è nuvoloso, ma c’è una strana atmosfera. Oppure sarà che sono un
po' suggestionata dalla storia che sto scrivendo sul fantasma.
Le testimonianze
affermano di aver visto le apparizioni del fantasma di Veronica Cybo proprio
nel settore dove c’è l’amministrazione. Continuo a salire le scale. Finalmente
trovo gli uffici. La burocrazia è a posto. Scendo di nuovo in reparto e aspetto
per fare i controlli di routine.
“Guarda hai il battito
troppo accelerato. Preferiamo tenerti un po' in osservazione. Almeno fino a
domani mattina”. Vorrei mettermi a discutere. Ho troppe cose da fare. Ma poi
penso che dopo lo stress lavorativo di questi mesi forse sia anche giusto farmi
dei controlli e magari riposare anche un po'.
Mi sistemano nel reparto
di cardiologia. Per fortuna che ho il mio computer almeno posso passare il
tempo cercando di finire il mio progetto per l’esame di giugno.
24 marzo 2022 ore 13.30
Ci hanno portato il
pranzo ed è passato il dott. Pandolfi che è il primario di cardiologia. Mi ha
rassicurata che questi controlli derivano solo da un eccesso di scrupolo.
24 marzo 2022 ore 23.30
Il pomeriggio è passato
tra accertamenti e visite dei miei amici. Mi sono anche un po' riposata e ora
non ho sonno.
Prendo il mio portatile,
lo accendo e apro word. Devo scrivere questa storia ma non so da dove
cominciare. Mi baso sulle informazioni che ho trovato googlando. Inizio a
digitare.
“Era la notte del 31
dicembre 1633….”
“NO!”
Sento all’improvviso una
voce femminile gridare da fuori la porta della mia stanza, e subito dopo la
vedo correre nel corridoio. “Povera” penso. “Forse le hanno appena
dato una brutta notizia su qualcuno ricoverato”.
Un po' rattristata riapro
il portatile e riprendo la stesura.
“Veronica aveva
ingaggiato dei sicari giunti da Massa grazie all’aiuto di Bartolomeo..”
“HO DETTO NO!”
Sempre la stessa voce di
donna. Mi alzo cercando di non fare rumore e mi affaccio sul corridoio. Vedo
una giovane donna bionda litigare con un uomo in fondo al corridoio e poi
correre verso di me mentre l’uomo si allontanava nella direzione opposta verso
l’uscita.
La donna è vestita di bianco. “Deve essere una paziente del reparto”, penso.
All’improvviso si volta
verso di me e fa per entrare nella mia stanza.
Cerco di spostarmi. È
talmente agitata che rischia di urtarmi. Faccio un passo indietro. “Ma cosa
succede? È entrata nella stanza e non me ne sono accorta?”
Non so come comportarmi.
La sento piangere: “Devo trovare Jacopo e avvisarlo. Bartolomeo ha deciso di
uccidere Caterina. Devo fermarlo!”
Sento le mie gambe
cedere. Devo essermi addormentata. Forse sto sognando. Devono avermi dato
qualcosa per dormire!
Rimango pietrificata.
All’improvviso la donna sembra accorgersi della mia presenza.
“Mi aiuti la prego. Lo so
che ho desiderato la morte dell’amante di mio marito con tutta me stessa. Ma
mai e poi mai avrei potuto compiere un atto così terribile. Oggi è l’ultimo
giorno dell’anno...”
“Oggi non è l’ultimo dell’anno. Oggi è il
24 marzo. Secondo me deve esserci un reparto di psichiatria da queste parti e
questa signora forse ha dei seri problemi!”. All’improvviso prendo
coraggio.
“Signora, oggi è il 24
marzo e non l’ultimo giorno dell’anno che è il 31 dicembre. Se mi dice quale è
il suo nome chiamo l’infermiera così almeno la può riaccompagnare nella sua
stanza!”
“Il mio nome è Veronica.
Veronica Malaspina. Sta per succedere qualcosa di terribile. Bartolomeo, il
figlio di Giustino sta andando ad uccidere l’amante di mio marito. Suo padre ha
chiesto che sia vendicato il suo onore. Non può accettare che Caterina, sua
moglie, lo abbia tradito e che aspetti un figlio da un altro uomo. Ha detto
bene. Oggi è il 24 marzo, perché mi dice che domani non è Capodanno? Per favore
mi aiuti. Non solo sarà uccisa una donna, ma vogliono far ricadere la colpa su
di me. La mia gelosia nei confronti della giovane amante di mio marito farà di
me la sospettata principale”.
All’improvviso le campane annunciano la mezzanotte.
Davanti ai miei occhi si materializza una scena surreale. Uno scorcio di un paesaggio ovattato. La donna si inginocchia disperandosi. Mi guarda ma ormai non mi vede più. “Ormai lo hanno fatto. Ormai Caterina è morta. Jacopo mi odierà per questo”. Vedo una scritta. L’insegna di una strada: via de’Pilastri. Del sangue. Delle urla.
All’improvviso tutto
scompare. Mi ritrovo da sola nella stanza. Sto tremando. Continuo a pensare che
forse sto sognando. Cerco di darmi un pizzico su un braccio. “Ahi!”. Mi
avvicino al letto incredula. Non è possibile che sia successo davvero. Mi giro
verso il portatile che è ancora acceso sul letto. Guardo lo schermo. Sotto
all’ultima cosa che avevo scritto è comparsa una frase: “Racconti la
verità. Faccia sapere a tutti come sono andate veramente le cose. Non sono una
assassina. Sono solo vittima di una congiura.”
30 aprile 2022 Conclusione
È passato più di un mese
da quando per uno strano caso mi sono ritrovata ricoverata in quel reparto di
cardiologia.
Mi è servito del tempo
per riprendermi da quanto successe quella sera.
Ho riscritto tutta la mia
tesina. Non potevo scrivere una leggenda su un fantasma che in realtà non è
tale. Ho fatto delle ricerche. Quello che qualcuno prima di me aveva già visto
e quello che ho visto io, altro non è stato che il materializzarsi di un buco
spazio- temporale, ovvero una porta sul passato. La donna che ho visto non era
un fantasma, ma una donna in carne e ossa che stava vivendo la sua vita in quel
momento, nel passato appunto. Così da una leggenda mi ritrovo a dover
riscrivere la storia. Veronica Cybo Malaspina non era una fredda assassina ma
lei stessa vittima di una congiura, così come lo era stata la povera Caterina
Brogi. Ho capito che quello che mi è accaduto non è stato il frutto di una
allucinazione. Quando si fa riferimento alle date e al fatto che la vicenda era
avvenuta il 31 dicembre, giorno dell’ultimo dell’anno, in realtà su internet è
stato commesso un altro errore, perché realmente all’epoca dei fatti per la
città di Firenze l’anno civile fino al 1730 iniziava il 25 marzo. E io mi sono
trovata proprio in quel momento nello stesso posto in cui si trovavano loro
centinaia di anni prima. In effetti Veronica non è mai stata condannata e,
inoltre, condusse una vita pia e religiosa, tanto che la sua tomba fu
considerata per molto tempo luogo di preghiera.
Sono convinta che le cose non accadono mai per caso. La scelta del progetto per l’esame, il caso che ha voluto che dovessi trovarmi all’ospedale proprio nel giorno in cui circa 400 anni prima era accaduto il fatto oggetto delle mie ricerche, e il mio strano ricovero.
“Perciò, Wikipedia, a noi due! Devo fare diverse correzioni alla storia del fantasma di Veronica Cybo Malaspina!”






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