Il fantasma del Serristori di Figline Valdarno

Il fantasma del Serristori di Figline Valdarno

di Lara Salomone

30 aprile 2022 Prologo


Devo andare su Wikipedia e cambiare tutta la storia!”. Questo è stato uno dei miei primi pensieri davanti allo schermo acceso del computer. Tutto iniziò quando mi fu dato come progetto per un esame all’università di scrivere una leggenda della mia zona. Avevo scelto la storia del fantasma dell’Ospedale Serristori di Figline Valdarno in provincia di Firenze. Ma come sempre, nulla è come sembra. Forse, però, è meglio fare un passo indietro.

24 marzo 2022 ore 7.30

Oggi non lavoro. Come avviene ogni sei mesi mi avvio all’ospedale di Figline Valdarno per la donazione di sangue. “E come sempre qui non si trova parcheggio! Rischio di fare tardi”. Per fortuna una macchina esce proprio quando stavo per perdere la speranza! Scendo di corsa e mi avvio verso il reparto donatori.

“Buongiorno! Sono Lara mi scuso del ritardo ma non riuscivo a trovare parcheggio!”

“Non preoccuparti sei in perfetto orario! Anzi, vedo che questa volta devi fare anche l’elettrocardiogramma periodico. Puoi andare prima in amministrazione per firmare i fogli così poi ti facciamo un tagliando completo?” mi dice l’infermiera sempre con il suo solito tono scherzoso. Annuisco e mi avvio. Faccio il giro della costruzione ed entro dal grande portone che porta verso gli uffici. Inizio a salire le scale. Sarà che questo è un vecchio palazzo e che oggi il tempo è nuvoloso, ma c’è una strana atmosfera. Oppure sarà che sono un po' suggestionata dalla storia che sto scrivendo sul fantasma.

Le testimonianze affermano di aver visto le apparizioni del fantasma di Veronica Cybo proprio nel settore dove c’è l’amministrazione. Continuo a salire le scale. Finalmente trovo gli uffici. La burocrazia è a posto. Scendo di nuovo in reparto e aspetto per fare i controlli di routine.

“Guarda hai il battito troppo accelerato. Preferiamo tenerti un po' in osservazione. Almeno fino a domani mattina”. Vorrei mettermi a discutere. Ho troppe cose da fare. Ma poi penso che dopo lo stress lavorativo di questi mesi forse sia anche giusto farmi dei controlli e magari riposare anche un po'.

Mi sistemano nel reparto di cardiologia. Per fortuna che ho il mio computer almeno posso passare il tempo cercando di finire il mio progetto per l’esame di giugno.

24 marzo 2022 ore 13.30

Ci hanno portato il pranzo ed è passato il dott. Pandolfi che è il primario di cardiologia. Mi ha rassicurata che questi controlli derivano solo da un eccesso di scrupolo.

24 marzo 2022 ore 23.30

Il pomeriggio è passato tra accertamenti e visite dei miei amici. Mi sono anche un po' riposata e ora non ho sonno.

Prendo il mio portatile, lo accendo e apro word. Devo scrivere questa storia ma non so da dove cominciare. Mi baso sulle informazioni che ho trovato googlando. Inizio a digitare.

“Era la notte del 31 dicembre 1633….”

“NO!”

Sento all’improvviso una voce femminile gridare da fuori la porta della mia stanza, e subito dopo la vedo correre nel corridoio. “Povera” penso. “Forse le hanno appena dato una brutta notizia su qualcuno ricoverato”.

Un po' rattristata riapro il portatile e riprendo la stesura.

“Veronica aveva ingaggiato dei sicari giunti da Massa grazie all’aiuto di Bartolomeo..”

“HO DETTO NO!”

Sempre la stessa voce di donna. Mi alzo cercando di non fare rumore e mi affaccio sul corridoio. Vedo una giovane donna bionda litigare con un uomo in fondo al corridoio e poi correre verso di me mentre l’uomo si allontanava nella direzione opposta verso l’uscita.  

La donna è vestita di bianco. “Deve essere una paziente del reparto”, penso. 

Posso vederla in volto, anche se i suoi lineamenti mi sembrano un po’ rarefatti. “Dipenderà dal fatto che nell’ultimo anno mi si è abbassata molto la vista! Sarà che ormai sono quasi vicino ai 50 anni! Povera me come invecchio male!”.

All’improvviso si volta verso di me e fa per entrare nella mia stanza.

Cerco di spostarmi. È talmente agitata che rischia di urtarmi. Faccio un passo indietro. “Ma cosa succede? È entrata nella stanza e non me ne sono accorta?”

Non so come comportarmi. La sento piangere: “Devo trovare Jacopo e avvisarlo. Bartolomeo ha deciso di uccidere Caterina. Devo fermarlo!”

Sento le mie gambe cedere. Devo essermi addormentata. Forse sto sognando. Devono avermi dato qualcosa per dormire!

Rimango pietrificata. All’improvviso la donna sembra accorgersi della mia presenza.

“Mi aiuti la prego. Lo so che ho desiderato la morte dell’amante di mio marito con tutta me stessa. Ma mai e poi mai avrei potuto compiere un atto così terribile. Oggi è l’ultimo giorno dell’anno...”

 Oggi non è l’ultimo dell’anno. Oggi è il 24 marzo. Secondo me deve esserci un reparto di psichiatria da queste parti e questa signora forse ha dei seri problemi!”. All’improvviso prendo coraggio.

“Signora, oggi è il 24 marzo e non l’ultimo giorno dell’anno che è il 31 dicembre. Se mi dice quale è il suo nome chiamo l’infermiera così almeno la può riaccompagnare nella sua stanza!”

“Il mio nome è Veronica. Veronica Malaspina. Sta per succedere qualcosa di terribile. Bartolomeo, il figlio di Giustino sta andando ad uccidere l’amante di mio marito. Suo padre ha chiesto che sia vendicato il suo onore. Non può accettare che Caterina, sua moglie, lo abbia tradito e che aspetti un figlio da un altro uomo. Ha detto bene. Oggi è il 24 marzo, perché mi dice che domani non è Capodanno? Per favore mi aiuti. Non solo sarà uccisa una donna, ma vogliono far ricadere la colpa su di me. La mia gelosia nei confronti della giovane amante di mio marito farà di me la sospettata principale”.

All’improvviso le campane annunciano la mezzanotte.

Davanti ai miei occhi si materializza una scena surreale. Uno scorcio di un paesaggio ovattato. La donna si inginocchia disperandosi. Mi guarda ma ormai non mi vede più. “Ormai lo hanno fatto. Ormai Caterina è morta. Jacopo mi odierà per questo”. Vedo una scritta. L’insegna di una strada: via de’Pilastri. Del sangue. Delle urla.

All’improvviso tutto scompare. Mi ritrovo da sola nella stanza. Sto tremando. Continuo a pensare che forse sto sognando. Cerco di darmi un pizzico su un braccio. “Ahi!”. Mi avvicino al letto incredula. Non è possibile che sia successo davvero. Mi giro verso il portatile che è ancora acceso sul letto. Guardo lo schermo. Sotto all’ultima cosa che avevo scritto è comparsa una frase: Racconti la verità. Faccia sapere a tutti come sono andate veramente le cose. Non sono una assassina. Sono solo vittima di una congiura.”

30 aprile 2022 Conclusione

È passato più di un mese da quando per uno strano caso mi sono ritrovata ricoverata in quel reparto di cardiologia.

Mi è servito del tempo per riprendermi da quanto successe quella sera.

Ho riscritto tutta la mia tesina. Non potevo scrivere una leggenda su un fantasma che in realtà non è tale. Ho fatto delle ricerche. Quello che qualcuno prima di me aveva già visto e quello che ho visto io, altro non è stato che il materializzarsi di un buco spazio- temporale, ovvero una porta sul passato. La donna che ho visto non era un fantasma, ma una donna in carne e ossa che stava vivendo la sua vita in quel momento, nel passato appunto. Così da una leggenda mi ritrovo a dover riscrivere la storia. Veronica Cybo Malaspina non era una fredda assassina ma lei stessa vittima di una congiura, così come lo era stata la povera Caterina Brogi. Ho capito che quello che mi è accaduto non è stato il frutto di una allucinazione. Quando si fa riferimento alle date e al fatto che la vicenda era avvenuta il 31 dicembre, giorno dell’ultimo dell’anno, in realtà su internet è stato commesso un altro errore, perché realmente all’epoca dei fatti per la città di Firenze l’anno civile fino al 1730 iniziava il 25 marzo. E io mi sono trovata proprio in quel momento nello stesso posto in cui si trovavano loro centinaia di anni prima. In effetti Veronica non è mai stata condannata e, inoltre, condusse una vita pia e religiosa, tanto che la sua tomba fu considerata per molto tempo luogo di preghiera.

Sono convinta che le cose non accadono mai per caso. La scelta del progetto per l’esame, il caso che ha voluto che dovessi trovarmi all’ospedale proprio nel giorno in cui circa 400 anni prima era accaduto il fatto oggetto delle mie ricerche, e il mio strano ricovero.

Perciò, Wikipedia, a noi due! Devo fare diverse correzioni alla storia del fantasma di Veronica Cybo Malaspina!”

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